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Il concordato fallimentare (parte prima ) artt. 124 - 129

 

Omologa del concordato anche senza relazione del comitato dei creditori

OMOLOGA DEL CONCORDATO ANCHE SENZA RELAZIONE DEL COMITATO DEI CREDITORI

Secondo la Cassazione, si tratta di mera irregolarità che non preclude la decisione del Tribunale

Roberta VITALE
Sabato 27 novembre 2010  - (ESTRATTO DA EUTEKNE)

Con la sentenza n. 24026 del 26 novembre 2010, la Corte di Cassazione ha stabilito che il mancato deposito della relazione conclusiva del comitato dei creditori, in caso di concordato fallimentare, costituisce mera irregolarità. Il concordato può essere omologato, purché la documentazione acquisita permetta comunque di decidere senza la predetta relazione.
Nella specie, i liquidatori e legali rappresentanti di una cooperativa edilizia presentavano reclamo avverso il decreto del Tribunale di omologazione del concordato fallimentare (proposto dal curatore fallimentare), respinto poi dalla Corte d’Appello. Contro tale decisione gli stessi liquidatori sollevavano ricorso per Cassazione.
La parte ricorrente censurava il provvedimento impugnato, in particolare, per aver ritenuto una mera irregolarità il mancato deposito della relazione conclusiva da parte del comitato dei creditori in relazione all’art. 129 del RD 267/42 (nel testo previgente).
Tale tesi non ha trovato riscontro nella decisione della Corte di Cassazione, che ha rigettato così il ricorso.
In merito, la Cassazione ricorda che, approvata la proposta di concordato, si apre il giudizio di omologazione. Il giudice delegato dispone che sia data immediata comunicazione dell’intervenuta approvazione al proponente, al fallito e ai creditori dissenzienti. Il giudice fissa un termine non inferiore a quindici giorni e non superiore a trenta giorni per la proposizione di eventuali opposizioni e, nella specie, per il deposito della relazione conclusiva del comitato dei creditori.
Premesso quanto sopra, la Cassazione, supportando le argomentazioni del giudice a quo, precisa quanto segue.
Innanzitutto, considerata l’identità del termine per la proposizione di eventuali opposizioni e per il deposito della relazione, si deve escludere che quest’ultima interferisca con la prima. In altre parole, il comitato dei creditori, nella relazione predetta, non può prendere posizione in ordine alle contestazioni contenute negli atti di opposizione.
Inoltre, la relazione, in quanto “conclusiva”, non può apportare nessuna novità di carattere sostanziale in ordine ai contenuti della proposta di concordato che, una volta approvata, è immodificabile.
Da tali considerazioni, quindi, si evince che la funzione della relazione non è quella di garantire il diritto di difesa o il principio di contraddittorio, ma quella di mettere a disposizione del Tribunale quei dati di fatto rilevanti per il giudizio di omologazione del concordato. La relazione, più specificatamente, ha un contenuto meramente informativo diretto ad agevolare la decisione del Tribunale.
La relazione dei creditori ha un contenuto meramente informativo
Pertanto, l’omesso deposito della relazione non preclude necessariamente al Tribunale di procedere ugualmente alla omologazione del concordato, qualora riesca ad assumere la decisione in base della documentazione già acquisita agli atti e a prescindere dalla relazione stessa.
In conclusione - precisa infine la Cassazione – “si può affermare, in base alle considerazioni che precedono, che la mancanza della relazione in parola costituisca una mera irregolarità e non costituisca, perciò, come correttamente ritenuto dalla corte di merito, condizione ostativa alla omologazione del concordato”.

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